CONFLITTO DI INTERESSI: UN' IPOCRISIA POLITICA (di Enrico Guerini)


Risulta evidente che così come la sinistra pone la questione del conflitto di interessi è una pura ed evidente ipocrisia politica : mentre la potente “nomenclatura” di stato e la “casta politica” non può essere in ogni modo toccata, un libero cittadino che ha la pecca di essere imprenditore e per di più si chiama “Berlusconi” (reo tra l’altro di aver creato una forza politica in contrapposizione alla sinistra che, dopo “mani pulite, era la sola che avrebbe potuto governare senza una consistente opposizione) con la legge proposta attualmente non potrebbe esercitare il diritto di eleggibilità. Divieto oggi riservato a chi commette certi reati.

Una legge seria sul conflitto di interessi non dovrebbe essere una legge “ad hoc”, rivolta esplicitamente “ad personam”, ma dovrebbe riguardare tutte le istituzioni dello Stato, centrali e periferiche. Dovrebbe riguardare il conflitto d’interesse “finanziario”, ma colpirne anche altri.

In alcune posizioni altolocate delle varie “aziende” dello stato, al presente e in passato, quanti personaggi hanno influito sulla finanza pubblica (per esempio Prodi presidente di IRI), gestendo beni pubblici a loro piacimento e sottraendosi a seri controlli, magari con conflitto di interessi tra pubblico e privato?
In quante amministrazioni locali vi è conflitto di interessi di amministratori, magari anche assessori che - ad esempio - pur essendo soci in finanziare occupano posizioni politiche tali da influire su certe decisioni, ricavandone, anche se indirettamente, benefici personali?

I nostri parlamentari quando votano sugli aumenti dei loro già remunerativi “stipendi” e vari accessori, votando a favore dei loro stessi interessi, non sono forse in conflitto di interessi tra l’esigenza di risparmio pubblico (per gli altri) e l’aumento delle spese pubbliche?
Se si facesse un legge equa sul conflitto di interessi quasi tutti gli eleggibili sarebbero ineleggibili!!!!
E allora perché solo Berlusconi : non è una palese ipocrisia e un evidente tentativo di eliminare un avversario politico limitandone le libertà essenziali di cittadino e lasciare inalterati gli altri innumerevoli conflitti di interesse?
Questo tema, così come posto, è evidentemente un paravento per eludere ben più gravi problemi di ingovernabilità, che porta il 70% dei cittadini a sfiduciare questo governo (vedi indagine sul Corriere) con la sua volatilità di intenti che rimangono fine a se stessi e che causano, a forza di decreti , il blocco dei lavori del parlamento. Tutto questo “forse” per evitare bocciature specialmente in Senato.

Intanto le famiglie diventano sempre più povere, i lavori per infrastrutture sono bloccati, nulla si sa ancora sulle pensioni ne che fine farà il cosiddetto “tesoretto” che, pare, sia molto appetibile dai vari ministri che, per risolvere problemi nei loro dicasteri, andranno ad aumentare la spesa corrente della Stato. Per non scrivere della questione immigrazione, di quella della giustizia, di quella della certezza dell’applicazione delle pene per tutti, del problema sicurezza, della trasparenza e controllo delle Amministrazioni locali (che, in pratica, sono una sorta d’entità autoreferenziali, o meglio, si riferiscono non ai cittadini - e ai loro bisogni espressi - ma alle finanziarie o chi per loro).

Vogliamo andare avanti così? Come normale cittadino sono molto preoccupato e sono una “goccia” di quel 70% di cittadini che non ha più fiducia nella politica (non) espressa da chi ci governa attualmente in modo così arrogante.

Enrico Guerini
Circolo della Libertà “Giovanni Carnovali” - Bergamo

 

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