- Archivio Interventi -
- ELUNA ENGLARO: APPELLO URGENTE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA -
Condividendo
pienamente l’iniziativa, mi permetto di diffondere quanto ricevuto dal Consigliere Regionale
Marcello Raimondi, Sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia.
Cordiali saluti.
Giancarlo Barbieri
Sabato 7 febbraio 2009
Cari Amici,
il Presidente Formigoni assieme ad altre personalità italiane
sta promuovendo un appello al Presidente Napolitano per chiedere una moratoria
alla sospensione dell’alimentazione a Eluana Englaro. Nel giro di pochissimi
minuti hanno aderito all’appello il Presidente Francesco Cossiga, Maurizio
Gasparri, Giancarlo Cesana, Paola Binetti, Vittorio Feltri, Mario Giordano e
molti altri tra parlamentari ed uomini di cultura di vari schieramenti.
Lo scopo dell’appello è di raccogliere moltissime firme e per
questo sarà attivo tra verso le 19 di stasera un sito (www.appelloanapolitano.enter.it)
in cui sarà possibile aderire all’appello e scaricare il testo da far firmare a
chiunque: fuori dalla chiese, nelle piazze, sui luoghi di lavoro.
È necessario agire rapidissimamente.
Vi chiedo di fare di tutto per diffondere al massimo
l’appello, cominciando già dalle messe di domani.
Scaricate il modulo che vi allego e fatelo firmare il più
possibile.
La salvezza di Eluana dipende anche da noi.
Ciao e grazie,
Marcello Raimondi”
RIFLESSIONI
(intervento di Lorenzo Vitali)
Mi permetto di intervenire per tentare di fornire una chiave di lettura alla vicenda della turista alla quale è stato impedito l’accesso ad una sala del museo veneziano Ca’ Rezzonico in quanto si era presentata con il volto coperto, la quale ha suscitato un acceso dibattito politico nel quale purtroppo, come troppo sovente accade, elementi giuridici e sociali si sovrappongono e si confondono sino alla soccombenza ad altri di carattere meramente ideologico, con il solo risultato di rendere sempre meno chiara e comprensibile la situazione.
Il punto di partenza dell’analisi è dato dall’art. 5 delle «Disposizioni a tutela dell’ordine pubblico» (legge n. 152/1975, modificata nel 1977), tuttora vigente, il quale dispone che «è vietato l’uso… di qualunque… mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo». È bene sottolineare che la fattispecie in esame ha natura penale e prevede per il contravventore anche la pena «dell’arresto dai sei ai dodici mesi».
La norma è del tutto chiara sia nella enunciazione sia nella sua ratio. Appare di buon senso assicurare che chiunque si trovi potenzialmente in relazione con altri cittadini membri della stessa comunità sia pienamente riconoscibile ed identificabile nelle sue fattezze e nella sua espressione, e ciò per almeno due motivi:
1) da un punto di vista giuridico, per permettere un ordinato svolgimento della vita sociale, consentendo all’autorità di pubblica sicurezza, preposta per legge alla tutela dell’ordine pubblico, un agevole riconoscimento di tutti i cittadini dei quali è chiamata a garantire l’incolumità, in un’ottica soprattutto preventiva. È di comune esperienza che chi si copre il volto solitamente lo fa per rendersi irriconoscibile in occasione del compimento di un reato (un tempo si assaltavano le diligenze, oggi si rapina una banca o si provocano scontri con la polizia!);
2) da un punto di vista sociale, per favorire nell’interesse dell’intera comunità una normale vita di relazione, alla cui base sta il diritto di mostrare il proprio sguardo, l’espressione degli occhi, il cenno di sorriso e tutta l’infinita ed affascinante varietà di combinazioni con cui il nostro volto trasmette agli interlocutori i nostri sentimenti ed i nostri pensieri prima ancora di renderli in espressioni verbali o gestuali.
Ora, tra le illuminanti sentenze immediatamente diffuse alla stampa, merita attenzione quella del sindaco di Venezia, secondo il quale (cito l’Ansa) «nei musei civici veneziani tutti possono venire vestiti come vogliono». Assolutamente no! E non penso di pretendere troppo nel volere che un sindaco conosca (non dico tutte, ma almeno) le leggi fondamentali che regolano la civile convivenza tra i cittadini di uno Stato del quale è parte anche il Comune che è stato chiamato ad amministrare.
Per concludere, bene ha fatto lo zelante guardiano ad impedire l’ingresso alla visitatrice? La risposta non può che essere negativa, perché, al di fuori di casi espressamente previsti (quali quelli contemplati dagli artt. 383 e 380 c.p.p.), nessun cittadino può svolgere compiti di polizia e dunque non può impedire o limitare la libertà di movimento di una persona, seppur in flagranza di reato. Il custode avrebbe invece dovuto richiedere l’intervento di ufficiali o agenti di pubblica sicurezza, affinché assumessero gli opportuni provvedimenti (tra i quali è previsto anche il facoltativo arresto in flagranza).
Ma ancor peggio si sono comportati coloro i quali, in nome di un dannoso solidarismo ed un insano multiculturalismo, sventolando bandiere ideologiche e poco disinteressate di pace e fratellanza, giustificano da troppo tempo la violazione di una norma penale con il fatto che la turista fosse una donna musulmana, perché ciò comporterebbe una discriminatoria applicazione della legge (penale, ripeto) sulla base di una distinzione religiosa, con buona pace del principio costituzionale di uguaglianza formale, per il cui affossamento si creerebbe un pericoloso precedente.
Di tutta la vicenda resta l’amarezza, agli occhi dei cittadini, nel constatare la progressiva ed inarrestabile erosione del confine tra atto lecito ed illecito, supportata da un giustificazionismo ad oltranza in nome del «politicamente corretto», agghiacciante preludio all’intaccamento dei principi sui quali si basa la nostra società e la nostra convivenza civile (per qualcuno forse una speranza ed un secondo tentativo, dopo il fallimento della rivoluzione comunista).
NUOVE MOSCHEE IN ITALIA? SI FACCIA UN REFERENDUM
(intervento di Gianni Alfieri)
Che strano paese è l' Italia dove nasce una moschea ogni quattro giorni e le istituzioni si affannano a permetterne Ia continua crescita; dove è più che legittimo - e talora confermato dai fatti - il sospetto di attività terroristiche nelle moschee; dove i terroristi che non di rado vengono assolti si avvalgono delle nostre garanzie giuridiche e costituzionali per perseguire i propri fini; dove si è consapevoli che l'attività dell' intelligence è fondamentale per prevenire gli attentati terroristici e si indebolisce e disincentiva I' operato dei servizi di sicurezza...(scarica l'articolo completo da qui)
IL CASO DI ELUANA
(intevento di Giancarlo Barbieri)
E' vero.
In momenti "normali", forse sarei stato investito in pieno dal "timor umano" nel
prendere posizione su di un tema tanto delicato ma, nonostante tutto, pur nel
rispetto del sentire di chiunque, ora mi par il momento per aggiungere - per
quel che può contare - anche la mia voce a quella di moltissimi.
L'evento che mi ha
fatto decidere a pronunciarmi in materia sono state le sconvoglenti affermazioni
del signor Cacciari che, da "buon" filosofo di sinistra, ha fatto delle
dichiarazioni pubbliche, usufruendo dello spazio che molte reti televisive gli
hanno ancor offerto che, se concepibili e scusabili in bocca ad un "uomo
qualunque", risultano essere difficilmente giustificabili in bocca anche solo
ad un presunto studente neo iscritto alla facoltà di filosofia.
Per questo - e per il senso di triste pietà che mi prende quando penso alla
situazione di Eluana Englaro e della sua famiglia - nauseato dalla
strumentalizzazioni disumane a cui molti (troppi) ricorrono, desidero offrirvi
un precisissimo intervento di alcuni professori di diritto penale, che tali non
sono solamente. Infatti, uno dei firmatari, il dott. Luciano Eusebi, è stato
assistente del compianto prof. Federico Stella alla cattedra di diritto penale
all'Università Cattolica del S. Cuore di Milano. Io sono stato uno degli allievi
del prof. Stella e, forse, uno dei primi laureati in diritto penale (proprio con
una tesi sull'eutanasia) che il prof. Luciano Eusebi (allora assistente) ha
seguito. Io pertanto, per formazione giuridica ma anche perché ritengo che ciò
che li leggerete sia semplicemente parte della quotidiana esperienza di tutti
noi, son perfettamente d'accordo.
Nulla di tutto ciò che leggerete è quindi farina del mio sacco, ma tutto quello
che vi troverete mi trova assolutamente d'accordo e merita di esser letto e
meditato.
Il tutto è tratto dalle pagine de "Il Foglio" di Giuliano Ferrara ed è
accessibile seguendo questo link.
|
|
Giovedì 31.1.2008:
anche nostra la presenza al Consiglio della Prima Circoscrizione. ODG:
Sicurezza!
![]()
...la
risposta dell'Amministrazione...![]()
...altra
emergenza in Via Moroni...![]()
...ma
i soldi per il Pacì Paciana si sono trovati!![]()
Intervento/replica del "nostro" Gianni Alfieri ("Eco di Bergamo del
4.3.2008)
Festa della
Costituzione o della Repubblica? (Lorenzo Vitali)