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 - ELUNA ENGLARO: APPELLO URGENTE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA -

 

Condividendo pienamente l’iniziativa, mi permetto di diffondere quanto ricevuto dal Consigliere Regionale Marcello Raimondi, Sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia.

Cordiali saluti.

Giancarlo Barbieri

 

Sabato 7 febbraio 2009

Cari Amici,

il Presidente Formigoni assieme ad altre personalità italiane sta promuovendo un appello al Presidente Napolitano per chiedere una moratoria alla sospensione dell’alimentazione a Eluana Englaro. Nel giro di pochissimi minuti hanno aderito all’appello il Presidente Francesco Cossiga, Maurizio Gasparri, Giancarlo Cesana, Paola Binetti, Vittorio Feltri, Mario Giordano e molti altri tra parlamentari ed uomini di cultura di vari schieramenti.

Lo scopo dell’appello è di raccogliere moltissime firme e per questo sarà attivo tra verso le 19 di stasera un sito (www.appelloanapolitano.enter.it) in cui sarà possibile aderire all’appello e scaricare il testo da far firmare a chiunque: fuori dalla chiese, nelle piazze, sui luoghi di lavoro.

È necessario agire rapidissimamente.

Vi chiedo di fare di tutto per diffondere al massimo l’appello, cominciando già dalle messe di domani.

Scaricate il modulo che vi allego e fatelo firmare il più possibile.

La salvezza di Eluana dipende anche da noi.

Ciao e grazie,

Marcello Raimondi

 

 UN DATO CERTO
(intervento di Giovanna Chessa)

Un dato è certo: la crisi del sistema elettivo rappresentativo italiano - denunciata dal prof. Miglio nelle aule dell’Università Cattolica di Milano, già alla fine degli anni settanta - è all’ultimo atto.
Sulla scena si recita il requiem all’ideologia.
I vessilli sbandierati per decenni dai partiti della nostra classe politica non trovano più nessuno minimamente disposto a sorreggerli.
L’ideologia, alla fine, ha gettato la maschera, rivelandosi, quale essa è: falsa.
Non si tratta di un giudizio moralistico, ma di un’evidenza denunciata dai fatti e già insita nella genesi stessa dell’ideologia, come pretesa di fornire una chiave interpretativa della realtà “per sempre”.
Ciò non toglie che, in primis, sia potuta scaturire da una lucida analisi di un momento storico, ma la sua affermazione come soluzione ultima alle attese della società - fossilizzandosi nell’utopia - ne ha compromesso inevitabilmente la sopravvivenza.
Con il trascorrere del tempo, si è via via scollata dalla realtà, di cui ha ignorato il dinamismo, risultando falsa già un attimo dopo la sua enunciazione.
A fronte di questo quadro – a dir poco – desolante, si avverte l’urgenza di un cambiamento, che non investe tanto questo o quel partito, ma il modo stesso di fare e di intendere la politica.
E’ l’esigenza di restituirle dignità nell’alveo della sua vocazione originaria: non mero esercizio del potere per il potere, governata da leggi proprie spesso ostili al cittadino, ma gestione del potere al servizio della polis, della comunità sociale in continuo divenire e, comunque, ancorata ad alcuni fondamentali, irrinunciabili diritti.
Politica come costante apertura al reale, capacità di ascolto, di cogliere le istanze della società e le relative dinamiche: solo adesione alla realtà e fedeltà a questo atteggiamento, per preservarci dall’inganno.

 

 RIFLESSIONI

(intervento di Lorenzo Vitali)

               Mi permetto di intervenire per tentare di fornire una chiave di lettura alla vicenda della turista alla quale è stato impedito l’accesso ad una sala del museo veneziano Ca’ Rezzonico in quanto si era presentata con il volto coperto, la quale ha suscitato un acceso dibattito politico nel quale purtroppo, come troppo sovente accade, elementi giuridici e sociali si sovrappongono e si confondono sino alla soccombenza ad altri di carattere meramente ideologico, con il solo risultato di rendere sempre meno chiara e comprensibile la situazione.

                Il punto di partenza dell’analisi è dato dall’art. 5 delle «Disposizioni a tutela dell’ordine pubblico» (legge n. 152/1975, modificata nel 1977), tuttora vigente, il quale dispone che «è vietato l’uso… di qualunque… mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo». È bene sottolineare che la fattispecie in esame ha natura penale e prevede per il contravventore anche la pena «dell’arresto dai sei ai dodici mesi».

                La norma è del tutto chiara sia nella enunciazione sia nella sua ratio. Appare di buon senso assicurare che chiunque si trovi potenzialmente in relazione con altri cittadini membri della stessa comunità sia pienamente riconoscibile ed identificabile nelle sue fattezze e nella sua espressione, e ciò per almeno due motivi:

                1) da un punto di vista giuridico, per permettere un ordinato svolgimento della vita sociale, consentendo all’autorità di pubblica sicurezza, preposta per legge alla tutela dell’ordine pubblico, un agevole riconoscimento di tutti i cittadini dei quali è chiamata a garantire l’incolumità, in un’ottica soprattutto preventiva. È di comune esperienza che chi si copre il volto solitamente lo fa per rendersi irriconoscibile in occasione del compimento di un reato (un tempo si assaltavano le diligenze, oggi si rapina una banca o si provocano scontri con la polizia!);

                2) da un punto di vista sociale, per favorire nell’interesse dell’intera comunità una normale vita di relazione, alla cui base sta il diritto di mostrare il proprio sguardo, l’espressione degli occhi, il cenno di sorriso e tutta l’infinita ed affascinante varietà di combinazioni con cui il nostro volto trasmette agli interlocutori i nostri sentimenti ed i nostri pensieri prima ancora di renderli in espressioni verbali o gestuali.

                Ora, tra le illuminanti sentenze immediatamente diffuse alla stampa, merita attenzione quella del sindaco di Venezia, secondo il quale (cito l’Ansa) «nei musei civici veneziani tutti possono venire vestiti come vogliono». Assolutamente no! E non penso di pretendere troppo nel volere che un sindaco conosca (non dico tutte, ma almeno) le leggi fondamentali che regolano la civile convivenza tra i cittadini di uno Stato del quale è parte anche il Comune che è stato chiamato ad amministrare.

                Per concludere, bene ha fatto lo zelante guardiano ad impedire l’ingresso alla visitatrice? La risposta non può che essere negativa, perché, al di fuori di casi espressamente previsti (quali quelli contemplati dagli artt. 383 e 380 c.p.p.), nessun cittadino può svolgere compiti di polizia e dunque non può impedire o limitare la libertà di movimento di una persona, seppur in flagranza di reato. Il custode avrebbe invece dovuto richiedere l’intervento di ufficiali o agenti di pubblica sicurezza, affinché assumessero gli opportuni provvedimenti (tra i quali è previsto anche il facoltativo arresto in flagranza).

                Ma ancor peggio si sono comportati coloro i quali, in nome di un dannoso solidarismo ed un insano multiculturalismo, sventolando bandiere ideologiche e poco disinteressate di pace e fratellanza, giustificano da troppo tempo la violazione di una norma penale con il fatto che la turista fosse una donna musulmana, perché ciò comporterebbe una discriminatoria applicazione della legge (penale, ripeto) sulla base di una distinzione religiosa, con buona pace del principio costituzionale di uguaglianza formale, per il cui affossamento si creerebbe un pericoloso precedente.

                Di tutta la vicenda resta l’amarezza, agli occhi dei cittadini, nel constatare la progressiva ed inarrestabile erosione del confine tra atto lecito ed illecito, supportata da un giustificazionismo ad oltranza in nome del «politicamente corretto», agghiacciante preludio all’intaccamento dei principi sui quali si basa la nostra società e la nostra convivenza civile (per qualcuno forse una speranza ed un secondo tentativo, dopo il fallimento della rivoluzione comunista).

 

NUOVE MOSCHEE IN ITALIA? SI FACCIA UN REFERENDUM

(intervento di Gianni Alfieri)

Che strano paese è l' Italia dove nasce una moschea ogni quattro giorni e le istituzioni si affannano a permetterne Ia continua crescita; dove è più che legittimo - e talora confermato dai fatti - il sospetto di attività terroristiche nelle moschee; dove i terroristi che non di rado vengono assolti si avvalgono delle nostre garanzie giuridiche e costituzionali per perseguire i propri fini; dove si è consapevoli che l'attività dell' intelligence è fondamentale per prevenire gli attentati terroristici e si indebolisce  e disincentiva I' operato dei servizi di sicurezza...(scarica l'articolo completo da qui)

 IL CASO DI ELUANA

(intevento di Giancarlo Barbieri)

E' vero.
In momenti "normali", forse sarei stato investito in pieno dal "timor umano" nel prendere posizione su di un tema tanto delicato ma, nonostante tutto, pur nel rispetto del sentire di chiunque, ora mi par il momento per aggiungere - per quel che può contare - anche la mia voce a quella di moltissimi.

L'evento che mi ha fatto decidere a pronunciarmi in materia sono state le sconvoglenti affermazioni del signor Cacciari che, da "buon" filosofo di sinistra, ha fatto delle dichiarazioni pubbliche, usufruendo dello spazio che molte reti televisive gli hanno ancor offerto che, se concepibili e scusabili in bocca ad un "uomo qualunque", risultano essere difficilmente giustificabili in bocca anche solo ad un presunto studente neo iscritto alla facoltà di filosofia.
Per questo - e per il senso di triste pietà che mi prende quando penso alla situazione di Eluana Englaro e della sua famiglia - nauseato dalla strumentalizzazioni disumane a cui molti (troppi) ricorrono, desidero offrirvi un precisissimo intervento di alcuni professori di diritto penale, che tali non sono solamente. Infatti, uno dei firmatari, il dott. Luciano Eusebi, è stato assistente del compianto prof. Federico Stella alla cattedra di diritto penale all'Università Cattolica del S. Cuore di Milano. Io sono stato uno degli allievi del prof. Stella e, forse, uno dei primi laureati in diritto penale (proprio con una tesi sull'eutanasia) che il prof. Luciano Eusebi (allora assistente) ha seguito. Io pertanto, per formazione giuridica ma anche perché ritengo che ciò che li leggerete sia semplicemente parte della quotidiana esperienza di tutti noi, son perfettamente d'accordo.
Nulla di tutto ciò che leggerete è quindi farina del mio sacco, ma tutto quello che vi troverete mi trova assolutamente d'accordo e merita di esser letto e meditato.

Il tutto è tratto dalle pagine de "Il Foglio" di Giuliano Ferrara ed è accessibile seguendo questo link.

 

 

Conflitto d'interessi: un'ipocrisia politica (di Enrico Guerini) Non è questo lo sviluppo che serve al nostro quartiere

Intervento di Gianni Alfieri su " Inquinamento ambientale e politiche cittadine"

Raccolta firme del 2 giugno 2007 - Liberi di partecipare, Liberi di preferire

"La Costituzione va asssolutamente aggiornata" (Prof. Angelo Marchesi)

"12 maggio 2007" - Ricordiamoci del  "Family day" - la marcia per la difesa della Famiglia

"Partito del Popolo, grande novità politica...l'intervento del nostro Lorenzo Vitali su "L'Eco di Bergamo" del 22.11.2007.

 

Giovedì 31.1.2008: anche nostra la presenza al Consiglio della Prima Circoscrizione. ODG: Sicurezza!

...la risposta dell'Amministrazione...

...altra emergenza in Via Moroni...

...ma i soldi per il Pacì Paciana si sono trovati!

  Intervento/replica del "nostro" Gianni Alfieri ("Eco di Bergamo del 4.3.2008)

  Festa della Costituzione o della Repubblica? (Lorenzo Vitali)

 

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