L’appello di un disoccupato
cinquantenne:”Togliete i limiti di età nelle offerte di lavoro”
Ci si può sentire inutili e non essere più in grado di lavorare a
cinquantanni?
Per il mondo del lavoro odierno si..!!!!
Riporto alcuni esempi:
- Azienda cerca impiegato specializzato età max 30 anni.
-Società selezione personale specializzato età min 25 max 40 anni.
- Si seleziona personale per incarichi specialistici età max 40
- Ad un colloquio:” Spiacente signore apprezziamo la sua professionalità
purtroppo Lei non rientra nelle nostre statistiche a causa delle sua età”.
Ebbene, questi sono solo alcuni esempi di come un cinquantenne può essere
estromesso dal mondo del lavoro per la sola colpa di “avere 50 anni”.
Nella mia vita ho sempre combattuto e non mi sono mai dato per vinto, ho
combattuto contro la vita stessa, il giorno che mi venne diagnosticato un male
incurabile: ho combattuto e ho vinto anche questa malattia.
Per le leggi italiane ero da considerare un invalido a tutti gli effetti.
Non riuscivo ad accettarlo in quanto consideravo la mia vita “normale” una volta
passato il peggio e anche perché era soprattutto il mio lavoro a darmi la forza
per andare avanti.
Ma a volte sappiamo che non solo è la vita a riservarci brutte sorprese, bensì
anche la natura umana, persone che pensano solo ai profitti e pongono poco
rispetto per il valore dell’uomo quel valore che rende grandi le imprese.
Ebbene dopo 26 anni di attività trascorsa in una grande azienda tessile, durante
i quali abbiamo cercato di dare il massimo affinché essa potesse avere un peso
diverso sul mercato per il suo prodotto, si è cercato solo il profitto e scarsa
ricerca per tutelare il futuro. Quindi invece di cavalcare le tante opportunità
di rendere solida l’azienda, sì è pensato solo ai volumi con un prodotto dal
valore quasi inesistenti piuttosto che ad un prodotto che pur in misura ridotta
di metri avrebbe garantito maggior fatturato e continuità futura.
Un esempio poteva essere la creazione di una nicchia di mercato con un prodotto
innovativo e di qualità superiore, fattori che questa azienda era in grado di
garantire sia per le capacità dei tecnici che per la sua tecnologia che aveva a
disposizione
Tutto questo non bastava, eravamo considerati un “ramo secco” dalla proprietà a
causa degli scarsi profitti, dimenticandosi “che anche i rami secchi se sì ha
voglia e capacità possono germogliare….”.
Eravamo ognuno con un proprio sogno e un proprio progetto; invece siamo stati
considerati solo dei rami da tagliare e questo grazie anche all’appoggio
sindacale che non ha saputo far valere i nostri diritti ma soprattutto non ha
avuto il coraggio di osare a contrapporsi e considerare le ragioni di persone
che hanno sacrificato una parte della loro vita per questa azienda.
Adesso siamo in tanti ad incontrarci per le vie di Bergamo, ci fermiamo a
ricordare i vecchi tempi, ma nei nostri occhi c’è solo paura, paura di sentirsi
inutili per la collettività.
In cuor nostro però c’è ancora tanta forza e coraggio per andare avanti e non
sentirsi passivi bensì parte integrante attiva di questa società.
E per far sì che questo si realizzi, mi appello ai nostri politici:”Se è pur
vero che la vita media si allunga e di conseguenza anche l’età media alla
pensione, occorre far in modo che alle offerte di lavoro non ci siano limiti di
età”.
Solo in questo modo si potranno tutelare tutte quelle persone che sono oltre
l’età accettabile dal mercato del lavoro, persone che hanno ancora voglia di
fare e sentirsi VIVI.
Grazie Direttore per la sua disponibilità.
Gianni Alfieri