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Da oggi (16 maggio
2007) la gestione de "Il Sentierone" viene assunta dal "Circolo
Carnovali", che ne curerà la redazione.
Gli apporti di
tutti sono benvenuti...basta inviarli al nostro indirizzo di
@mail, cui potete avere accesso
cliccando qui!
Buona lettura.
la Redazione.

SOLIDARIETA’
E ASSISTENZIALISMO
In
un momento di grande confusione come l’attuale si deve
purtroppo constatare che fra la gente comune si sta facendo un
notevole uso improprio dei due concetti; essi infatti tendono
irrimediabilmente ad appiattirsi in una sola determinazione: e
questo anche all’interno del mondo politico e in alcune frange
della Chiesa stessa.
Vediamo
ora di chiarire le due etimologie trasferendole sul piano della
loro applicazione pratica nel corpo sociale. Innanzitutto non
esiste coincidenza tra solidarietà e assistenzialismo e chi
nega ciò corre il rischio, passo dopo passo, di delegare a uno
stato egemone e verticista il compito di essere sempre presente
nella vita quotidiana di ogni cittadino, riservandosi il diritto
di dirigerla. Al contrario lo Stato deve operare da un lato per
garantire assistenzialismo a coloro che si trovano in
situazioni economiche, sanitarie e di riconosciuta incapacità
di programmare se stessi ( penso ai minorati psichici di ogni età)
, nel tentativo comunque di abbandonare ogni forma di
paternalismo e di riscontro elettorale.
Chi
riconosce nella presenza invasiva dello Stato quale guardiano
dell’integrità dei deboli e dei bisognosi, quelli per
intenderci che a nostro avviso non fanno parte della categoria
sopra citata, sono evidentemente incapaci di proporre progetti
originali perché il concetto di solidarietà venga interpretato
nel senso di liberazione del cittadino dalla condizione di
suddito e, rifacendosi all’insegnamento sociale della Chiesa
dai più frettolosamente accantonato, lo si possa vedere, questo
cittadino, all’interno del discorso di ricomposizione tra
etica, politica ed economia.
Coloro
che hanno a cuore la dignità e la vera libertà degli individui
devono rendersi conto che la persona umana ha estremamente
bisogno di andare incontro a un mondo completamente depurato
dall’assistenzialismo paternalistico e dal presenzialismo
statale. L’unica vera interpretazione del concetto di
solidarietà si muove su questo versante. E’ giusto che lo
Stato sia sempre pronto a sovvenire i bisogni dei più deboli
quando si trovano in reale difficoltà, ma con l’intento di
riportarli all’autonomia economica e di pensiero perché il
loro apporto serve alla società. Ai malati, ai sofferenti nello
spirito, agli anziani non possiamo negare la solidarietà tesa
però al loro rientro attivo nella comunità.
Questa
è la solidarietà, mentre l’assistenzialismo è decidere per
il cittadino-suddito, offendere la sua dignità di persona che
deve accettare quello che lo Stato decide per lui nel momento
del bisogno. Solidarietà significa invece collocarsi al suo
fianco da pari a pari, aiutarlo a superare il momento per
lasciarlo poi andare libero incontro a un mondo che egli deve
governare materialmente e spiritualmente.
di Gianni Barachetti
IL NUOVO ESAME DI MATURITA’
Come è noto a tutti, quest’anno gli studenti affronteranno l’esame di
stato, altrimenti detto di maturità, con una formula “nuova” rispetto
agli ultimi anni. Invece di essere esaminati da una commissione tutta
interna, cioè dai loro stesse professori, verranno esaminati da una
commissione mista, composta per metà dai loro docenti e per metà da
docenti provenienti da altri istituti .
La formula è talmente nuova da essere esattamente quella in vigore sino
al 2001, anno dopo il quale si è passati alle commissioni “tutte
interne”. E la motivazione di questo viaggio all’indietro non dipende
da un particolare scarto negli esiti degli esami a taglio interno, dato
che i livelli di promozione si sono l’anno scorso attestati attorno al
98%, percentuale in tutto simile a quelle sperimentate con la
precedente formula mista.
A voler essere precisi, il primo anno in cui si sono sperimentati gli
esami a commissione tutta interna si era registrata una percentuale di
promossi pari al 92, percentuale che negli anni successivi è andata
progressivamente salendo sino a raggiungere il dato del 98%.
Intendiamoci. Se tale dato fotografasse la reale bontà degli
apprendimenti non potremmo che essere contenti. Sarebbe però illusorio
pensarlo. E’ molto più realistico credere che fosse attendibile il dato
citato del 2002, attestato nelle vicinanze del 90% (una maggiore
selettività media non sarebbe a mio parere auspicabile, dato che meno
dei 2/3 degli studenti italiani raggiunge la sommità dei quinquennio
superiore nei 5 anni prescritti).
Anche l’analisi dei voti assegnati negli ultimi anni solleva qualche
perplessità: perché è del tutto dubbio che i livelli più alti di alcuni
istituti e di alcune zone d’Italia rispecchino le eccellenze reali (si
pensi che fra gli istituti con punteggio più alto della Bergamasca
risultano esserci quelli privati, che spesso rappresentano il rifugium
peccatorum degli studenti in difficoltà nelle strutture pubbliche!).
Da tutto ciò appare evidente che quello che sarebbe necessario
anteporre a tutto il resto non è tanto giochinare con la formula degli
esami, che pure dovrà essere opportunamente calibrata, quanto piuttosto
impiantare un vero ed efficiente sistema di controlli sugli
apprendimenti degli studenti e sul funzionamento delle scuole. Senza di
questo, infatti, continueremo a vivere senza bussola e a casaccio in
barba alle solite frasi fatte sulla qualità delle scuola proferite da
coloro che vogliono servirsi di essa per motivi ideologici o da coloro
che di fatto ne determinano l’affossamento, opponendosi ad ogni seria
politica meritocratica e di miglioramento qualitativo (che, peraltro,
non si vede all’orizzonte chi voglia mettere in atto).
Comunque vi do appuntamento ai prossimi esami. Guarderemo ai risultati
e vedremo se occuparsi prima del tetto e dopo –ammesso che avvenga-
delle fondamenta darà qualche buon risultato. Io dico di no. Con
l’aggravante di uno spreco di denaro pubblico, il cui unico lato
positivo è quello di dare una piccola gratificazione agli insegnanti e
rabbonire, in questo modo, i sindacati.
Che tutto ciò abbia a che fare con una maggiore serietà e qualità della scuola? Ci risentiamo a Luglio.
Cesare Quarenghi
CONOSCERE
PER PARTECIPARE
Conoscere i problemi della realtà a noi più vicina è un imperativo a
cui oggi, come cittadini, non possiamo più sottrarci, soprattutto se
intendiamo responsabilmente partecipare alla gestione dei problemi che
più da vicino ci riguardano. Questo periodico vuole appunto essere una
risposta alla domanda di maggiore conoscenza delle nostre problematiche,
un contributo per un'informazione, la più corretta possibile, sulle
questioni più dibattute in seno alla pubblica Amm.ne e sulle principali
determinazioni da essa assunte non solo in ordine ai problemi di grande
risonanza, ma anche in ordine alle piccole cose, che spesso sono quelle
che maggiormente interessano e coinvolgono i cittadini. Lo facciamo
dall'ottica di chi vive i problemi a stretto contatto con la gente, e
guarda al potere amministrativo centrale come all'organo istituzionale
preposto a dare risposte concrete e adeguate alle istanze dei cittadini.
Lo facciamo anche nella convinzione che tutti possono dare il loro
contributo in termini di proposte, idee, segnalazione di problemi nuovi
o dimenticati: confidiamo per questo che il nostro sito diventi una
sorta di agorà, una piazza aperta alla libera discussione, dove
l'apporto di ciascuno possa costituire un prezioso arricchimento per
tutti e uno stimolo ad una partecipazione più attenta e informata alla
vita della comunità cui apparteniamo: è nostra convinzione, infatti,
che non esiste partecipazione consapevole e responsabile senza una
conoscenza più diretta della realtà che ci circonda.
Francesco Benigni
TURISMO, RICCHEZZA TRASCURATA
Bergamo
città d’arte, ma poco nota al turismo. E’ vero che
purtroppo si trova in posizione decentrata rispetto alle più
frequentate vie di traffico, come è altresì vero che le
istituzioni cittadine non sono ancora capaci di dare avvio a
programmi progettualmente accattivanti, tali da richiamare nuove
e numerose presenze nella nostra città Già negli anni ’30
alcuni illuminati uomini di cultura bergamaschi diedero vita
alla ‘Pro Bergamo’: erano però quelli i tempi in cui il
turismo non poteva essere considerato industria.
Il problema venne riproposto con una certa validità e
continuità dall’Amministrazione Simoncini, uomo sensibile
alle bellezze naturali, paesaggistiche e monumentali di Bergamo.
Egli tentò subito di richiamare l’attenzione dei turisti
italiani e stranieri, che cominciavano a percorrere numerosi la
nostra penisola, proponendo attività di notevole livello
culturale. Si ricordano ancor oggi gli spettacoli teatrali in
Piazza Vecchia dove i cicli goldoniani la facevano da padrone.
Non ancora soddisfatto, il Sindaco invitò i rappresentanti
delle più prestigiose testate europee a visitare la nostra
città, accompagnati dall’abile guida di architetti, storici e
critici d’arte. L’incontro fruttò una serie di articoli che
fecero conoscere Bergamo all’estero.
Constata l’inutilità dell’allora Ente Provinciale per il
Turismo, in quello stesso periodo nacque l’Azienda Autonoma di
Soggiorno con il compito di potenziare la propaganda turistica e
di diffondere all’estero le bellezze e le attività culturali
della nostra città. Fiore all’occhiello del nuovo ente rimane
ancor oggi la stupenda mostra del Moroni che richiamò a Bergamo
critici e migliaia di visitatori provenienti anche dai paesi
stranieri.. Per molti anni Filippo Siebanech condusse l’Azienda
con maestria e creatività, lasciando, alcuni anni dopo, anche
un altro segnale del suo pensiero divergente: la fondazione del
Festival Pianistico Internazionale Bergamo-Brescia, intitolato a
Michelangelo Benedetti.
Col trascorrere degli anni ogni tentativo di affrontare
organicamente il problema turismo, venne gradualmente
accantonato. Occorre quindi riprendere il discorso, chiamando a
raccolta enti e organismi vari per predisporre progetti a lunga
scadenza, programmando quindi con lungimiranza. I successi delle
mostre del Lotto e del Caravaggio hanno prodotto limitati
risultati di ricaduta, perché troppo isolate da un contesto che
dovrebbe invece indicare intenzioni culturali proiettate nel
futuro. Mancano volontà politiche decise ad operare
congiuntamente non soltanto garantendo contributi in occasione
dei grandi eventi. Che la Provincia abbia acquistato alcune
opere di Manzù è certamente positivo, ma rimane pur sempre un
intervento fine a se stesso, privo di un contesto culturale
degno di uno scultore, ormai di fama internazionale. E perché
le sue opere sono state collocate lungo lo scalone del palazzo
degli uffici e non esposte al pubblico godimento alla Carrara o
alla GAMEC?
Giova quindi ancora ripetere, per la diffusa sordità dei nostri
‘capitani reggenti’ a tutti i livelli, che è venuto il
momento di dar corpo a una azienda speciale, composta dal
Comune, dalla Provincia, dalla Camera di Commercio, dall’APT,
dalle banche e dalle associazioni che sappia gestire i momenti
culturali di richiamo nazionale e internazionale, perché fare
turismo oggi significa investire con continuità e pazienza: i
frutti infatti si raccolgono a notevole distanza. Il turismo,
oltre a produrre benefici finanziari, serve anche per rinverdire
e propagandare l’immagine della città. Ma perché tutto
questo avvenga occorrono strategie collocate su tempi
medio-lumghi. La classe politica che ama ragionare nel breve
rinuncia a programmi di ampio respiro, dei quali non può
raccogliere i frutti. Il discorso pertanto è certamente
politico, dove progettualità e preveggenza però non è quasi
mai di casa, ma è anche di professionalità e intraprendenza:
qui i privati potrebbero giocare le loro carte. Non devono
pretendere che i costi di una impegnativa offerta culturale
gravino solamente sui bilanci degli enti locali. Esistono
notevoli potenzialità per sollecitare una presenza turistica
sempre più numerosa: basta mettersi a un tavolo e ragionare
nell’ottica dell’interesse esclusivo della città.
Gianni Barachetti
LETTERA
APERTA
Che desolazione...quando sparisce il confronto, a volte magari acceso, a
sostegno delle proprie convinzioni e dei propri progetti e inizia il
festival degli insulti, la corazzata dei disobbedienti, l'odio e la
violenza.
Disobbedienti,
No Global, Black Block, Anarchici e addirittura simpatizzanti brigatisti
sono spesso protetti dai partiti della Sinistra massimalista, infatti
autorevoli esponenti di quell'area minimizzano le loro manifestazioni,
e, sempre più spesso, fanno passare gli agenti di pubblica sicurezza
come provocatori invece che servitori dello stato e difensori della
popolazione.
L'On.
Diliberto (segretario dei Comunisti Italiani), a cui spetterebbe da
dirigente politico e uomo pubblico dare il "buon esempio" alle
nuove generazioni, è arrivato a definire schifoso il Presidente
Berlusconi (che tra l'altro venne definito anche mafioso qualche anno
fa), il Presidente della Camera On. Bertinotti continua a definire i
nostri alleati americani criminali di guerra, il capo dei disobbedienti
Casarini è arrivato a definire un martire il giovane No Global Carlo
Giuliani rimasto ucciso negli scontri di Genova nel 2001, dimenticando
che faceva parte degli aggressori e non degli aggrediti, lo stesso
Casarini sfilava a Vicenza il 17 febbraio a pochi metri da uno
striscione che chiedeva la liberazione dei neobrigatisti rossi arrestati
pochi giorni prima, non mi meraviglio dato che lo stesso Casarini tra
un'esproprio proletario e l'altro è solito cantare 10 100 1000 Nassirja.
Questi
sono solo pochi esempi, ma potrei andare avanti con l'elenco, non lo
faccio perchè la differenza tra Noi, che abbiamo spirito propositivo e
Loro che lo hanno solo distruttivo e di contestazione a tutto e a tutti,
è che noi vogliamo crescere in un mondo diverso dove tutti nel rispetto
della libertà e della sensibiltà altrui possono esprimersi, dove chi
lavora merita più stima del furbo e del mantenuto, dove l'onesto viene
premiato e il disonesto punito (ricordate l'indulto) infine dove non ci
sia più spazio per chi, frustrato e invidioso, considerà i giovani di
centro-destra viziati, mercenari o peggio ancora schifosi, mentre Loro
arrivano a difendere anche i terroristi palestinesi definendoli
guerrieri di libertà, martiri, uomini che lavorano e lottano per la
giustizia e la libertà....
Ecco
perchè io sto da questa parte del fiume, e non ci sto perchè l'erba da
questa parte è più verde o l'acqua è più cristallina rispetto
all'altra sponda, ci sto perchè credo nei valori che la cultura
europea/occidentale e cristiana propone e sostiene, credo, rispetto e
stimo le forze dell'ordine, la Chiesa e le istituzioni e rispetto anche
chi ha idee diverse dalle mie, ma ormai sempre di più dobbiamo
preoccuparci più a difendere la nostra incolumità prima che le nostre
idee.
Io
stesso ho ricevuto minacce, subito atti vandalici alla mia auto quando
mi sono pubblicamente opposto al maxifianziamento (650mila Euro) che la
giunta di sinistra del Comune di Bergamo ha destinato ai giovani del
Pacì Paciana.
Bene,
è ora di cambiare, è ora di unirsi tutti per concepire un modello di
società diverso perchè il futuro è nelle nostre mani, è nelle mani
dei giovani "sani e coscienti" e non possiamo permettere che
fra 20, 30 anni ci sia il rischio che i No Global, i Disobbedienti, i
neobrigatisti e i loro simpatizzanti che ora devastano le nostre città
abbiano la possibilità di governarci.
Daniele Lussana
LETTERA
APERTA
"Spett.
Redazione
de “L’Eco di Bergamo”Bergamo 18/02/2007
Le
dichiarazioni dell'Assessore all'edilizia privata, apparse sulle
pagine de “L’Eco di Bergamo”, tempo fa, tese ad affermare
come siano assolutamente necessari in città interventi d’edilizia
convenzionata per almeno 10.000 abitanti, al fine di tentare di
fermare l'invecchiamento della popolazione e come, con
l'intervento dei privati, si possono realizzare opere pubbliche
a costo zero. Un successivo intervento del Sig. Sindaco, sempre
su “L’Eco” che dichiarava che si sarebbe edificato “cemento
dov’era cemento” , alla luce di quanto sta succedendo nel
Quartiere Carnovali, non possono che suscitare molte “perplessità”.
Si è licenziato un grandioso intervento di edilizia privata
(vedi ex area Magrini) senza uno studio preventivo di
fattibilità “sociale”, dotato di una qualche profondità
prospettica anche sotto l’aspetto della viabilità, del verde
fruibile e della vivibilità. Pare pertanto si sia trascurata la
necessaria analisi dei dati di partenza, analisi che anche solo
la saggezza consiglierebbe. Nonostante sia certamente lodevole l’intento
di riqualificare aree dismesse, ciò che colpisce il cittadino
è come sembra non si tenga conto dell’impatto che avrà l’interazione
del nuovo, che si va a realizzare, con la situazione esistente.
Il nuovo dovrebbe costituire un plusvalore in termini di “vivibilità”.
Poteva essere un’importante occasione per dotare il nostro
quartiere del verde che manca (siamo al penultimo posto nella 7
Circoscrizione nel rapporto mq di verde per abitante: dati del
comune) e i 10000 mq di verde prospettati nell’area Magrini
non serviranno ad aumentare questo rapporto perché solo una
piccola percentuale sarà fruibile mentre la maggior parte
costituisce accessorio degli edifici. Anche per quanto riguarda
la viabilità futura, in tale zona della città, non è
difficile prevedere un peggioramento della situazione: le strade
sono quelle che sono e resteranno tali. Anche il nuovo “quartiere”
che sta sorgendo sarà un quartiere “chiuso” e con
infrastrutture per la viabilità assolutamente inadeguate.
Se per l’area ex-Magrini l’occasione è ormai svanita per
una giunta che faceva dell’ecocompatibilità uno dei propri
punti di forza, in un’altra parte del quartiere si sta
progettando un altro intervento ancora più preoccupante.
L’Assessore Carlo Fornoni, rispondendo ad un lettera del
Comitato Quartiere Carnovali , scrisse che “come noto, le
previsioni urbanistiche prevedono per il comparto situato tra la
via Spino, la via Autostrada e la testata (cieca) di via
Carpinoni, un insediamento misto commerciale-residenziale, da
realizzarsi mediante un piano attuativo.
“ Mi è quindi possibile rendere pubblica questa circostanza
ed invitare tutti i soggetti interessati a valutare la
situazione alla luce di questi nuovi scenari e a partecipare con
attenzione alla valutazione delle proposte pervenute, al fine di
renderle ottimali anche in relazione agli obiettivi di
miglioramento della dotazione infrastrutturale della zona
giustamente richiesta dagli scriventi. “
Il miglioramento della dotazione infrastrutturale richiesta
degli scriventi non prevedeva nuovi scenari che comportassero
“-verde + cemento”, non prevedeva la costruzione di un
albergo di più di cento camere e di un nuovo supermercato (il
quarto nell’area S.Bernardino/Carpinoni/Carnovali) che,
secondo, me non favoriranno certamente l’alleggerimento del
traffico in Via Carnovali ma un peggioramento della viabilità
all’interno nel Quartiere data l’ affluenza di utenti da Via
Autostrada, Via Spino e Via Carpinoni per l’albergo e il
supermercato.
Il progetto di edificare un albergo era stato già bocciato in
passato, anche dalla Circoscrizione, quando se ne voleva
costruire uno a poche centinaia di metri, verso l'autostrada,
dall'ubicazione prevista nell'attuale proposta. Qualche
centinaio di metri non cambiano certamente quelle che allora
furono le motivazioni del voto negativo del Consiglio della 7a
Circoscrizione.
Ben venga un insediamento residenziale (non certamente di
palazzi di 24 m!) che preveda parcheggi adeguati, e verde
fruibile (anche a destinazione ad aree sportive) coniugando la
vecchia destinazione dell’area (dal 1973 erano previsti
giardini, aree sportive e parcheggi) con quella nuova di zona
residenziale. In questo modo si attuerebbero le Linee
Programmatiche a suo tempo redatte da questa maggioranza per
quanto riguarda la qualità, il verde e la vivibilità.
Si realizzino pertanto le necessarie strade, parcheggi e verde
fruibile senza “barattarli” con metri cubi di cemento
favorendo più vivibilità anche nel nostro quartiere.
Sono solo sogni? Pare di sì! Sono convinto che il piano
attuativo di cui si scrive sopra, con il beneplacito di
architetti e ingegneri collaboratori del Comune, sarà comunque
approvato dalla Commissione preposta (sarei ben lieto di
sbagliarmi) tanto che nel quartiere si parla già, con
rassegnazione (il che non può essere un vanto per questa
Amministrazione) della prossima data di inizio lavori.
Ringrazio per l’ospitalità sul vostro quotidiano e mi auguro
che questa mia sia un punto di partenza per la riflessione sulla
questione.
Enrico Guerini.
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